Siamo alle solite!

Sono anni che il mondo dei librai attende una "Legge sul Libro" che ne tuteli la vendita e che ne stimoli la duffusione riconoscendo a questo "oggetto" quel valore, o "plusvalore", che lo pone al di sopra degli altri beni.
In Italia si è arrivati a una "quasi-legge", perchè ancora in via di sperimentazione, che disciplina il prezzo dello sconto finale sui libri dopo anni di infinite discussioni e dopo che Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Austria e Germania hanno regolamentato la materia.
Non scordiamo che una delibera del Parlamento Europeo ha dichiarato "il libro" come unico prodotto commercialie su cui, in ragione del suo alto valore culturale, si possa limitare la concorrenza.
Infatti si tratta proprio di questo: i grandi gruppi editoriali e la grande distribuzione vogliono avere le mani libere e dettare comunque e sempre le loro condizioni mentre le piccole e medie librerie che cercano di portare avanti un discorso non da "supermercato" e mantenere con la propria clientela quel rapporto di stima e di fiducia, nonchè di alta professionalità, sono stritolate e messe in condizione di trovarsi fuori del mercato proprio a causa della guerra, della concorrenza, che le grandi aziende possono esercitare, forti dei grandi numeri numeri, delle possibibiltà economiche e degli agganci politici.
Noi ci battiamo contro lo sconto libero che, praticato senza alcuna limitazione, ha come unico effetto l'espulsione dal mercato della maggior parte delle librerie indipendenti a favore di quelle legate, per diritto di proprietà o altro, ai grandi editori.
Se ciò, in un prossimo futuro, non dovesse essere recepito da una seria legge sul libro, causerebbe senz'altro la chiusura definitiva di librerie che ormai fanno parte del panorama storico-culrurale del nostr Paese e, di conseguenza, scoraggerebbe anche la nascita di nuove librerie!

Enrico Bertorotta